Oatmeal stout: ricetta con infusione di malti tostati e caffè

Nel mio ultimo post vi ho parlato di come preparare un infuso di malti tostati per la produzione di birre scure al fine di ottenere profumi e aromi tostati più morbidi e meno pungenti rispetto a quelli che si ottengono solitamente aggiungendo gli stessi malti durante l’ammostamento. In questo post condivido con voi il mio ultimo esperimento in cui ho usato questa tecnica per la produzione di una oatmeal stout e vi racconto delle mie impressioni. Continua a leggere

Annunci

Più morbidezza e profumo dai malti tostati: infusione fredda / calda e bollitura a confronto

IMG_2740In questo periodo dell’anno, le stout irlandesi, le porter inglesi e le Schwarzbier tedesche esercitano un fascino particolare, sia visivo sia gustativo (almeno su di me). Il segreto: i malti tostati. La sfida: il loro uso sensibile e ragionato, che ne determina non solo il colore ma anche il profumo e il gusto. In questo post confronto tre tecniche diverse per usare i malti tostati senza usarli direttamente nell’ammostamento – l’infusione a freddo e a caldo e la bollitura – per capirne pregi e difetti. L’obiettivo è la produzione di un estratto di malti tostati intenso da aggiungere a fine bollitura. Continua a leggere

Mini impianto da cucina: progetto, problemi e soluzioni

homebrewlablogoSono ormai un sacco di anni che faccio la birra in casa, senza aver mai avuto grandi problemi con l’impianto. Sono partito con un classico kit, poi sono passato a un pentolone elettrico rivestito di ceramica per iniziare con il metodo all grain da 20l, poi ho costruito lentamente un impianto tutto in acciaio inox da 50l, poi fusti d’acciaio per la fermentazione sotto pressione, ecc. ecc. Chi è un homebrewer sa di cosa parlo: ogni volta l’impianto di produzione è diverso, ogni volta si prova qualcosa di nuovo. Comunque, tutto ha sempre funzionato bene. Fino a poco fa… Continua a leggere

HomebrewLab: verso un software nuovo per pianificare gli esperimenti birrari

homebrewlablogoDopo una lunga assenza, rieccomi che finalmente torno a scrivere. Purtroppo il lavoro occupa un sacco di tempo, ma ammetto che oltre a quello c’è stato anche un altro motivo che mi ha tenuto lontano dalla scrittura… Parlando dei vari esperimenti birrari, alla fine non ce l’ho più fatta e ho ceduto: mi sono messo in testa di fare un software per il calcolo delle ricette così come vengono descritte in questo blog. E questo mi ha consumato tanto del mio tempo libero – e continua a farlo. Con questo post vorrei anticipare cosa mi frulla in mente e – se mi date una mano – raccogliere anche idee a cui non ci avevo pensato.

Continua a leggere

Come aumentare l’efficienza di estrazione: ammostamento con ricircolo del mosto

In questo post descrivo una configurazione rudimentale per l’ammostamento con ricircolo del mosto, una tecnica relativamente facile da replicare in casa, e ne descrivo gli effetti sull’efficienza di estrazione di zuccheri dal malto. Discuto le due interpretazioni principali del calcolo dell’efficienza e analizzo i dati di produzioni passate per confrontare produzioni con ricircolo con produzioni senza ricircolo. I risultati sono inaspettati, almeno per me. Continua a leggere

Imbottigliamento in contropressione

bottiglie tappateCon questo post vorrei concludere un discorso parzialmente iniziato nella terza parte della serie di post sulla carbonazione della birra, cioè il discorso sull’imbottigliamento della birra senza residuo di lievito in bottiglia. Il punto di partenza è quindi il post sulla carbonazione della birra tramite fermentazione sotto pressione. Ovviamente non basterà più la semplice tappatrice per tappi a corona; servirà invece un’attrezzatura speciale per l’imbottigliamento in contropressione.  Continua a leggere

La carbonazione della birra (3/fermentazione sotto pressione)

fustiQuesto post continua la discussione sulla carbonazione della birra (parte 1 e parte 2) e si concentra sulla fermentazione della birra sotto pressione e sulla carbonazione in fusti invece che in bottiglia. Le tecniche descritte richiedono meno matematica delle tecniche discusse in precedenza, ma hanno bisogno di più attrezzature e, pertanto, sono anche più costose e leggermente più complicate tecnicamente.  Continua a leggere