Dubbel belga (assaggio)

Arrivo finalmente anche con il post sull’assaggio della Dubbel fatta più per provare il nuovo fondo filtrante per il mosto che come esperimento vero e proprio. Sembra che lo stile finale della Dubbel sia stato inventato dalla Westmalle, in Belgio, nel 1926… 90 anni dopo ci ho provato anch’io.  

Le caratteristiche dalle Dubbel le ho già discusse nel post precedente con la ricetta della birra che andremo ad assaggiare in questo post. Vado quindi dritto all’assaggio.

Degustazione

Nella Figura 1 c’è la bella foto della Dubbel versata nel suo bicchiere tipico, la coppa larga. Data produzione: 11 ottobre 2015. Data imbottigliamento: 11 novembre 2015, dopo seconda fermentazione sotto pressione in fusto d’acciaio. Data assaggio: 28 maggio 2016. Formato bottiglia: 0,33l.

DSC_5091.jpg

Figura 1. Ecco come si presenta la Dubbel una volta versata nella sua coppa tipica.

Esame visivo: Partiamo subito con la schiuma: beige con bollicine fini e una bella persistenza. La birra stessa si presenta con un colore ramato, direi in linea con lo stile Dubbel e con la previsione della ricetta. Non è limpida ma piuttosto velata, anche dopo aver passato qualche mese in bottiglia. Personalmente non mi dispiacciono le birre velate. Muovendo la birra nel bicchiere, si nota una viscosità che promette un bel corpo. Vedremo se tiene quello che promette.

Esame olfattivo: L’intensità dei profumi mi sembra abbastanza intensa, ma la persistenza dei profumi non è elevata, direi poco persistente. In generale, percepisco profumi speziati e fruttati, tipici delle birre belghe. Caramello, un po’ di pepe, forse prugna. Insomma, da poco ad abbastanza complessa come profumi – meno di quanto mi sarei aspettato da una birra e da un lievito come questo.

Esame gustativo: L’intensità del sapore è intenso, e il sapore è abbastanza persistente in bocca. Come sapore prevale sicuramente il dolce, mentre l’amaro c’è ma non predomina. Sento anche un minimo di acidulo finale. L’alcol si sente, ma non è eccessivo o invasivo. Come corpo, siamo sicuramente in presenza di una birra corposa, anche se non troppo. D’altra parte, non volevo neanche farla troppo forte; ha già 6,8% di alcol, e mi sa che bastano. Quindi va bene così. La qualità in generale è fine e i sapore sono equilibrati e piuttosto in linea con lo stile.

Tutto sommato direi una birra abbastanza armonica considerando i tre esami insieme. E’ pronta per essere bevuta, ma forse può ancora migliorare con qualche mese di maturazione. Vedremo. Ne ho ancora qualcuna in cantina e la lascerò maturare.

Conclusione

Considerando che questa birra più che come una produzione programmata e mirata è nata dall’esigenza di provare il nuovo fondo filtrante per la filtrazione del mosto dopo l’ammostamento, direi che non è venuta male. Anzi, d’ora in poi, ogni volta che devo provare qualcosa di nuovo per il mio impianto di produzione, mi sa che diventerà consuetudine sperimentare contemporaneamente anche con una mini birra. Dico mini per dire che magari non ne faccio subito 50l, ma solo 18-20l, giusto quello che serve per vedere come viene. Mi sembra un’ottima prassi per provare cose nuove prima di passare a una produzione vera e propria (oppure, semplicemente, per smaltire avanzi di ingrediente che altrimenti rischierebbero di scadere).

Per quanto riguarda la birra stessa, certo, si può ancora migliorare. L’avrei voluta un po’ più dolce e corposa. Già lo è, ma forse un pochino in più non sarebbe male. La prossima volta aumenterò la temperatura della sosta di saccarificazione durante l’ammostamento. Dovrebbe dare l’effetto sperato. Anche la carbonazione potrebbe essere leggermente più alta. La schiuma viene bene e la birra è buona, ma per una birra belga di questo tipo (da meditazione) un po’ di anidride carbonica in più sarebbe utile per tenerla fresca più a lungo, una volta versata.

Oltre a questo ho notato una cosa che non riesco ancora a spiegare bene: ho condotto la fermentazione secondaria sotto pressione nel fusto d’acciaio e poi imbottigliato in contropressione in bottiglie da 0,5l e da 0,33l. La bottiglia assaggiato per questo post è da 0,33l. Mi sembra però di avere notato qualche differenza nella birra fra i due tipi di bottiglia. Devo ancora fare un confronto diretto aprendo insieme una bottiglia da 0,33l e una da 0,5l. Forse la dimensione della bottiglia ha avuto un effetto sull’imbottigliamento in contropressione (già uso pressioni diverse per le dimensioni delle bottiglie diverse). Se ci capisco qualcosa, aggiornerò ovviamente questo post. Se mi sono sbagliato e le birre sono uguali, meglio ancora.

Per rispondere anche alla seconda domanda nell’ultimo post su questa birra (“Come funzionerà il nuovo fondo filtrante?”): uno spettacolo! Per ora sono molto contento.

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