Sull’attrattività delle persone sotto l’effetto dell’alcol

Questo è il primo post nella rubrica Assaggi, ma non parla ancora di nessun assaggio in particolare. In effetti, non parla neanche di birra nello specifico. Prima di passare a “bere” mi sembrava utile condividere due ricerche scientifiche sull’effetto dell’alcol che ho trovato per caso, giusto per mettervi in guardia. Tranquilli, la mia intenzione non è quella di parlare degli effetti negativi dell’alcol o di demonizzare chi beve – specialmente chi beve birra buona. Parlo invece di un altro rischio che tutti conoscono più o meno bene: quello di farsi ingannare dalla bellezza (o non) delle persone sotto l’effetto dell’alcol. 

Sull’attrattività degli altri

beer gogglesIl primo studio è stato pubblicato da M. Lyvers, E. Cholakians, M. Puorro e S. Sundram nel 2009 sulla rivista Journal of Social Psychology [1] e si occupa di quello che in inglese si chiama “beer goggles effect” (letteralmente “effetto occhiali da birra”), ovvero di come cambia la percezione dell’attrattività di altre persone sotto l’effetto dell’alcol. In sintesi, lo studio dimostra che la percezione dell’attrattività fisica è positivamente correlata con il livello di alcol nel sangue. Cioè, dimostra che quello che tutti sapevano già a livello di aneddoti o racconti folcloristici: più bevi, più facilmente ti piace un’altra persona.

Come hanno fatto a dimostrare scientificamente questo effetto? Hanno reclutato 80 studenti universitari eterosessuali (non chiedetemi perché solo etero) durante feste sul campus universitario (Bond University, Australia) e in pub nelle vicinanze del campus e gli hanno chiesto di valutare l’attrattività fisica di persone dell’altro sesso presentate tramite fotografie. L’attrattività fisica era espressa tramite una valutazione di gradimento a dieci livelli. Il tasso alcolemico era misurato tramite il classico palloncino. In base al tasso alcolemico riscontrato, i partecipanti allo studio sono stati raggruppati in tre gruppi: non intossicati (0,00% di alcol nel sangue), moderatamente intossicati (da 0,01% a 0,09% di alcol), e altamente intossicati (da 0,10% a 0,19%). Per motivi etici sono stati esclusi soggetti con tasso alcolemico sopra lo 0,19%.

Risultati: Indipendentemente dal sesso e dall’età dei soggetti, i soggetti moderatamente e altamente intossicati hanno fornito valutazioni di gradimento significativamente più alte rispetto ai partecipanti non intossicati. Lo studio non ha trovato differenze significative fra i due gruppi moderatamente e altamente intossicati, cioè: basta poco per avere l’effetto.

Sull’attrattività di sé stessi

beer holderIl secondo studio è un po’ più sofisticato del primo ed è stato pubblicato da L. Bègue, B. J. Bushman, O. Zerhouni, B. Subra e M. Ourabah nel 2013 sul British Journal of Psychology [2] e ha anche vinto il famoso Ig Nobel Prize (la versione ironica del più serio e conosciuto Premio Nobel) per la psicologia nello stesso anno. Il lavoro studia quello che gli autori chiamano “self-perceived attractiveness”, ovvero l’attrattività percepita di sé stessi, e dimostra che persone intossicate da alcol e – attenzione – persone che pensano di essere intossicate da alcol pensano anche di essere più attraenti.

Metodo: Il lavoro era strutturato in due studi indipendenti. Il primo studio studiava le persone effettivamente intossicate da alcol (19 partecipanti) in un bar di Grenoble, Francia, e semplicemente gli chiedeva di fornire una valutazione della loro attrattività su una scala a sette livelli. Il secondo studio era più complesso e coinvolgeva 86 uomini, sempre in Francia, suddivisi in quattro gruppi secondo un “balanced placebo design” che incrociava contenuto alcolico (i partecipanti bevevano una bevanda alcolica o non alcolica) con l’aspettativa associata all’alcol (ai partecipanti veniva detto che la loro bevanda conteneva o non conteneva alcol). Lo scopo di questo design era quello di separare l’effetto farmacologico vero dell’alcol dall’aspettativa psicologica che la convinzione di bere alcol può indurre nelle persone. Per ingannare bene quei partecipanti ai cui veniva detto che avrebbero bevuto una bevanda alcolica anche se quella invece non era alcolica, i ricercatori spruzzavano un po’ di alcol sui bordi dei rispettivi bicchieri prima del test. A tutti i partecipanti venivano dati 10 minuti per bere e 5 minuti per preparare un messaggio pubblicitario. Poi dovevano mettersi su un palco e presentare il loro messaggio pubblicitario. Subito dopo i partecipati dovevano valutare quanto attraente, intelligente, originale e divertente pensavano fosse la loro performance, di nuovo su una scala a sette livelli. Le varie performance venivano filmate dai ricercatori e i video venivano fatti vedere a esperti indipendenti (22 studenti universitari) che li valutavano secondo gli stessi criteri dei partecipanti, senza sapere chi appartenesse a quale gruppo. In tutti e due gli studi, il tasso alcolemico dei partecipanti veniva misurato tramite il palloncino.

Risultati: Il primo studio conclude che il tasso alcolemico nel sangue è positivamente correlato con la valutazione della propria attrattività (in linea con il primo articolo sopra). Il secondo studio aiuta a capire meglio la situazione. Infatti, dimostra che basta essere convinti di aver bevuto alcol per sentirsi più attraenti, intelligenti, originali e divertenti. La valutazione delle performance da parte degli esperti, invece, non ha riscontrato nessuna differenza fra i quattro gruppi. Cioè, la percezione dell’attrattività più alta da parte dei gruppi che pensavano di aver bevuto alcol era solo loro e dipendeva dalla convinzione di aver bevuto alcol.

Conclusione

Riassumo in poche parole quello che la scienza ha dimostrato con fatica: Se bevi, potenziali partner dell’altro sesso ti sembrano più attraenti. Se bevi (o pensi di aver bevuto), sei anche convinto di essere più attraente tu. Insomma, bere favorisce l’accoppiamento. Ma attenzione, in altre parole vale anche questo: Se bevi, rischi di provarci con una/uno brutta/brutto, e ti vanterai pure perché penserai di essere stato più figo tu! Tutto a beneficio del divertimento dei vostri amici. Non ditemi che non vi ho avvertito.

Riferimenti

  1. M. Lyvers, E. Cholakians, M. Puorro, and S. Sundram. Beer goggles: blood alcohol concentration in relation to attractiveness ratings for unfamiliar opposite sex faces in naturalistic settings. Journal of Social Psychology 151(1), 2009, pp. 105-112.
    http://epublications.bond.edu.au/hss_pubs/257
  2. L. Bègue, B. J. Bushman, O. Zerhouni, B. Subra, M. Ourabah. Beauty is in the eye of the beer holder: People who think they are drunk also think they are attractive. British Journal of Psychology 104(2), 2013, pp. 225-234. http://www.lip.univ-savoie.fr/uploads/PDF/1361.pdf
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